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PAMPANELLA - PRODOTTO TIPICO, GUSTO UNICO

Pampanella
di San Martino in Pensilis

18 € al Kg


Valori Nutrizionali Medi
(calcolati per 100gr di Pampanella)
Energia 972kj/232 kcal
Proteine 21,2 gr
Grassi 16,3 gr
Grassi Saturi 6 gr
Carboidrati 0.2 gr
Zuccheri 0 gr
Sodio 0.7 gr

RICETTA: "Pampanella" all'uso di San Martino in Pensilis

Per la produzione della Pampanella di San Martino in Pensilis DE.CO. SI utilizzano esclusivamente i seguenti ingredienti che non contengono tracce di O.G.M.:
Peperoncino dolce di provenienza italiana q.b.
Peperoncino piccante di provenienza italiana qb.
glio fresco di provenienza italiana 4 spicchi
Sale q.b.
Aceto di vino bianco di provenienza italiana
Carne di suino, allevato senza utilizzo di alimenti che provengono da O.G.M. Il peso del suino varia tra i 70 e 90 chilogrammi e deve essere completo di costate.


PROCEDIMENTO:

Depezzate il filetto, senza intaccare le ossa, mettetelo in una capace terrina e conditelo con un composto ottenuto amalgamando sale, aglio tritato e abbondante peperoncino, sia dolce sia piccante.
Sistemate la carne in una teglia, ricopritela con un foglio di carta paglia inumidita e infornate a 180° per circa due ore.
Dieci minuti prima della piena cottura, togliete la carne dal forno, eliminate carta, acqua e grasso, spruzzatela con aceto e rimettetela in forno per ultimare la cottura.
Diversamente, dopo aver condito la carne con sale, aglio, peperoncino, lasciatela insaporire per 5/6 ore.
Trascorso questo tempo, disponete i pezzi di carne in una teglia, coperti con un foglio di carta paglia, precedentemente bagnato con acqua, per evitare che il peperoncino diventi nero.
Fate cuocere in forno preriscaldato, a 270°, circa per due ore, avendo l'accortezza a fine cottura di irrorare il tutto con una spruzzata di aceto bianco.

INFORMAZIONI sulla Pampanella

“A Pambanelle è ‘na specialità, / perciò nesciune ci’ a po’ squerdà / e sole a San Martine a sanne fa” (“La Pampanella è una specialità / perciò nessuno la può dimenticare / e solo a San Martino sanno farla”),

scrive il poeta dialettale Domenico Zurro in omaggio a questa saporita pietanza della sua terra il quale, riconoscendone e apprezzandone la squisitezza, come per un debito di riconoscenza, decise di immortalarla in una composizione, che, sebbene non possa essere considerata alla stregua di una vera e propria poesia, ne offre però un elogio sperticato, riconoscendone tutte le sue qualità.

Sembrerebbe che le origini della Pampanella non siano molisane, ma pugliesi, come testimonia La fisica appula, un antico scritto di Michelangelo Manicone, frate francescano e filosofo vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, ma ai sanmartinesi poco importa visto che il prodotto si è diffuso proprio da questo piccolo borgo del Molise in provincia di Campobasso.

La pampanella, è una prelibatezza riservata agli amanti dei sapori forti, che si caratterizza per la consistenza morbida e succosa, il colore rosso intenso e il gusto piccantissimo dato dalla combinazione del ‘pepone’ (il peperone dolce essiccato) con il ‘diavolillo’ (il peperoncino rosso in polvere). È buonissima sia calda sia fredda, ma dà il meglio di sé appena tirata fuori dal forno, quando gli aromi sono più ‘vivi’.

Il nome di questa particolare preparazione deriva dall'usanza, risalente al XVI secolo, di avvolgere la carne di maiale opportunamente condita, con le foglie di vite, pampinus, che spesso servivano da piatto. Attualmente, la "Pampanella" è entrata nelle aule universitarie, come argomento di tesi di laurea presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli studi del Molise.

Presumibilmente essa, una volta, veniva prodotta in casa e consumata nel ristretto ambito familiare, poi si iniziò a commercializzarla e a venderla nelle feste e sagre paesane locali, nella zona del Basso Molise.

Di recente apprezziamo la versione modificata della pampanella, inventata dal famoso chef Michele Mangiacotti (famoso per il suo Mangiacottiburger), con l'immersione della carne dapprima nell'aceto, e successivamente nella paprika piccante e dolce.

Tutelata dalla Denominazione Comunale di Origine, la Pampanella non manca mai nelle sagre e nelle feste patronali del Molise: i sammartinesi e i turisti la comprano nei caratteristici chioschetti e la mangiano come cibo di strada, tra due fette di pane casereccio, ma c’è anche chi preferisce prepararla nella propria cucina e gustarla come secondo piatto, insieme ad un insolito e sostanzioso ‘contorno’, i fegatazzi, sottili pezzi di salsiccia di fegato cotti alla brace, tipici della gastronomia molisana e abruzzese.

La pampanella, ovviamente, può essere anche portata a casa dopo averla acquistata in uno dei vari negozi presenti nel paesino molisano.



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