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TRATTAMENTI

IN CONV. BIOLOGICO

Il Reg. CEE 2092/91 che norma l'agricoltura biologica, prevede per l’azienda agricola che intende produrre secondo il metodo di agricoltura biologica, una fase di conversione che ha la durata di due anni, prima della semina, per le colture erbacee e di tre anni prima del raccolto per le quelle arboree.

Questo periodo può essere allungato o accorciato dall'Organismo di controllo, sulla base delle condizioni precedenti, oggettivamente rilevate in azienda e comprovate da documentazione. In ogni caso il periodo minimo non può essere inferiore ad un anno, o meglio, alla chiusura del ciclo colturale, successivo alla presentazione della notifica, che non può ricevere alcuna certificazione.

Dal punto di vista tecnico, la fase di conversione è quel periodo in cui l’azienda, fino a quel momento gestita in modo convenzionale, crea le condizioni per praticare correttamente e convenientemente il metodo di agricoltura biologica.

Così intesa, la fase di conversione ha tempi che difficilmente possono coincidere con quelli stabiliti dal regolamento ed interpretati dall’Organismo di controllo. Sicuramente molto diversi tra azienda ed azienda, tanto da poter parlare di “conversione burocratica”, quella che permette di commercializzare i prodotti come provenienti da agricoltura biologica e “conversione agronomica”, quella che mira ad ottimizzare dal punto di vista tecnico ed economico, il metodo di agricoltura biologica in azienda.

In estrema sintesi, l'azienda inserita nel sistema di controllo dovrà essere capace di sfruttare i contributi e tutte le possibilità commerciali di un prodotto certificato perché sano, cosciente che il suo lavoro di conversione non è terminato con la certificazione ma continua con la ricerca di soluzioni agronomiche sempre più efficienti, fino ad arrivare a proporre sul mercato un prodotto sano e buono, realizzato in un ecosistema aziendale in equilibrio.

 

Le regole base per la conversione
• massima attenzione alla fertilità della terra (struttura, vitalità, elementi nutritivi,sostanza organica) tutte le tecniche adottate devono puntare al miglioramento della fertilità.
• uso diverso dei macchinari (lavorazioni meno profonde, meno arature, minor compattamento)
• pianificazione attenta delle rotazioni (non usare solo il criterio dell’immediatorealizzo economico);
• utilizzo dei concimi organici nel momento in cui possono essere maggiormente valorizzati nell’ambito della rotazione e non nella logica di semplici sostituti dei concimi chimici;
• la difesa dalle malattie inizia dalla scelta delle varietà (o delle razza) adatte al metodo biologico e all’ambiente nel quale è situata l’azienda, dalle sistemazioni idrauliche del terreno, dalla presenza di siepi, dalle corrette concimazioni e tecniche colturali;
• il controllo delle infestanti va impostato nel lungo periodo attraverso la corretta gestione delle successioni colturali e puntando alla diminuzione dello stock di semi nel terreno;
• introduzione di elementi naturali (siepi, fasce boscate, ecc.);

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